L’intervista: Milena Agus, Notte di vento che passa

Copertina romanzo Notte di vento che passa di Milena Agus: illustrazione di una ragazza legge un libro seduta sul ramo di un abero

Copertina romanzo Notte di vento che passa di Milena Agus: illustrazione di una ragazza legge un libro seduta sul ramo di un aberoCosima è una giovane donna che prova a capire il mondo, vive in una Sardegna luminosa e dolente tra Cagliari e il suo entroterra, con una madre avvelenata dalla vita, un padre sognatore e una famiglia a pezzi. A ricoprire un ruolo fondamentale nella sua formazione anche una professoressa di lettere e l’amico di sempre, Abya Yala, ma soprattutto i libri e le storie che contengono. La scrittrice cagliaritana Milena Agus torna al romanzo con Notte di vento che passa edito da Mondadori, opera che fa della letterarizzazione della vita il suo punto focale.
Letterarizzare significa leggere il reale con la lente del poetico, della letteratura, perché tutto si può ricondurre a una storia che è stata raccontata e talvolta scomparire per un poco in quella dimensione aiuta a rendere più tollerabile il reale. Con una grazia e una disponibilità impareggiabili, Milena Agus, autrice di lungo corso, finalista allo Strega con il suo Mal di Pietre, storia di una donna atipica e incompresa a partire dal Secondo Dopoguerra, mi ha concesso questa intervista. Il tema portante è l’identità e insieme parliamo di famiglia, di scrittura, di Sardegna e di come ci si realizza in questo sud avaro e bellissimo, se grazie a lui o suo malgrado.

Per approfondire

La nuova edizione di Mal di Pietre, Nottetempo.

Foto di Alessia Ragno.

Olivia Manning, La grande fortuna

Copertine inglese e italiana dei libri di Olivia Manning

La vita di Olivia Manning è stata un romanzo, non solo per le peripezie di gioventù in giro per Europa e Medio Oriente inseguita dalla Seconda guerra mondiale, ma soprattutto perché dedicata con convinzione alla letteratura in cerca del riconoscimento che meritava. Scrittrice prolifica di romanzi, giornalista, corrispondente di guerra, poetessa, autrice per la BBC una volta tornata in patria dopo la guerra, Manning ha lottato tutta la vita per rendere la sua scrittura immortale. Il riconoscimento, purtroppo, arriva dopo la morte della scrittrice, quando nel 1987 il suo capolavoro, ovvero la saga Fortunes of war viene trasposta in una serie televisiva di grande successo. La vicenda è quella dei giovanissimi coniugi Prince, Guy e Harriet, che arrivano nel settembre del 1939, alle porte della guerra, a Bucarest in Romania.

Fortunatamente Olivia Manning torna nelle librerie italiane proprio con la prima parte di Fortune of war, ovvero l’atto primo della trilogia dei Balcani, La grande fortuna, nella traduzione di Velia Februari per Fazi editore. Il viaggio di Harriet e Guy è appena iniziato.

 

L’analisi del romanzo e un ritratto letterario di Manning è su L’indiependente.

Per approfondire

Feminize your canon è la rubrica di The Paris review dedicata alle scrittrici dimenticate. La puntata dedicata a Olivia Manning.

Un articolo di archivio del NYTimes dedicato alla scrittrice britannica.

La voce di Olivia Manning in un programma radio della BBC del 1969.

La miniserie BBC tratta da Fortunes of war con Kenneth Branagh ed Emma Thompson.

Emily Austin, “Moriremo tutti, ma non oggi”

copertina del romanzo: illustrazione di una donna bionda con lo sguardo triste

Gilda (in inglese letto Ghilda) è una ventisettenne atea e omosessuale che soffre di ansia, attacchi di panico e depressione. Per un caso del destino si ritrova a essere assunta da una parrocchia cattolica nella sua città per ricoprire il ruolo di segretaria amministrativa: comincia così il romanzo Moriremo tutti, ma non oggi della scrittrice canadese Emily Austin, il suo esordio nella scrittura, pubblicato in Italia da Blackie edizioni. Un titolo che è un manifesto e che descrive perfettamente l’ossessione di Gilda per la morte, sua e delle persone che le sono intorno, e lo sviluppo dei suoi pensieri intrusivi inficiati dal disturbo d’ansia che la affligge. Ma in tutto questo Gilda si rivela subito come uno dei personaggi più comici della narrativa millennial degli ultimi anni e la sua vicenda si rivela non solo profondamente umana, ma anche tenera e malinconica.

Su L’indiependente analizzo il romanzo e lo contestualizzo nella scrittura delle donne millenial che tanto ha attirato l’editoria in questi ultimi anni, per fortuna, anche se con qualche stereotipo di troppo, purtroppo. Ma non c’è pericolo, Gilda è immune da questi stereotipi.

Leggi l’articolo su L’Indiependente.
copertina del romanzo: illustrazione di una donna bionda con lo sguardo triste

Per approfondire

Una recensione del romanzo su Kirkus Review.

La video intervista di Emily Austin per Sapph-Lit.

Foto di Alessia Ragno.

Demon Copperhead, il premio Pulitzer 2023

Copertina del romanzo Demon copperhead di Barbara Kingsolver

Demon Copperhead è il romanzo vincitore del Premio Pulitzer 2023, scritto da Barbara Kingsolver e pubblicato nel 2023 nella sua versione italiana da Neri Pozza, tradotto da Laura Prandino. Il paragone con David Copperfield di Charles Dickens è immediato e non è un mistero, ma se le basi di partenza sono le stesse, tra assonanza del titolo e contenuti (la povertà sistematica di un certo tipo di società, la vita difficile di un ragazzo seguito dalla nascita fino al suo riscatto), il risultato è completamente diverso e originale.
Demon Copperhead è ambientato nella regione degli Appalachi, una catena montuosa statunitense che si estende dal confine col Canada a nord fino all’Alabama, nel profondo sud. Siamo in Virginia, contea di Lee per la precisione, e il protagonista è Damon Fields, Demon Copperhead per la sua comunità, nato da una madre molto giovane e tossicodipendente. Gli anni sono quelli dell’epidemia degli oppioidi che, soprattutto nelle aree rurali come questa, uccidono e rendono orfane intere generazioni.

Panorama della contea di Lee in Virginia, con prati verdi e montagne.
Panorama della Lee County in Virginia

Su L’indiependente trovi l’analisi completa del romanzo e i legami con altre pietre miliari della narrativa statunitense contemporanea.

 Photo credits: Flickr, Licenze Creative Commons, by mkw87

Per approfondire l’analisi del romanzo

L’intervista a Barbara Kingsolver, l’autrice, nel podcast del New York Times Ezra Klein Show in cui si parla delle zone rurali statunitensi dimenticate da media e letteratura.

Un’altra intervista all’autrice per la rete britannica Channel 4 con un focus sulla dipendenza dagli oppioidi e del più recente exploit del Fentanyl.

Un viaggio nell’Iran contemporaneo: Iran under 30

Una giovane donna iraniana fuma al tavolino di un bar nelal copertina della raccolta di racconti Iran Under 30

Cosa può raccontare la narrativa breve di un paese lontano? Tutto, persino i suoi desideri più nascosti.
Iran Under 30 è l’antologia curata da Giacomo Longhi, traduttore ed esperto di letteratura persiana, per Polidoro Editore che raccoglie le voci più giovani della nuova narrativa iraniana, autrici e autori under 30 formatisi nei workshop di scrittura di Mahsa Mohebali e Mohammad Tolouei, entrambi pubblicati in Italia tradotti da Longhi – rispettivamente Tehran Girl, Bompiani, e Le lezioni di papà, Ponte 33.
Su L’Indiependente c’è la mia intervista a Longhi che racconta la nascita del progetto, la situazione del laboratorio culturale iraniano e della letteratura persiana più giovane e fa un confronto tra generazioni iraniane negli ultimi quarant’anni.

Una giovane donna iraniana fuma al tavolino di un bar nelal copertina della raccolta di racconti Iran Under 30

Notizie per approfondire

A un anno dalla morte di Mahsa Jina Amini, giovane donna uccisa dalla polizia religiosa iraniana nel settembre 2022 perché a loro dire non avrebbe indossato correttamente il velo obbligatorio, Dinamo Press fa il punto della situazione tra proteste e violenza governativa.

Terrore a Teheran: la mattanza non si ferma. Ma le donne non rinunciano a lottare 

Il premio Nobel per la pace 2023, l’iraniana Narges Mohammadi, attivista per i diritti umani, si trova attualmente in carcere a Tehran. Angelina Jolie l’ha intervistata nel novembre 2023 per il magazine statunitense Time.

Imprisoned Nobel Winner Narges Mohammadi Tells Angelina Jolie Iran’s People Will Prevail 

questo l’annuncio del suo Nobel

Amici e ombre, l’esordio nella narrativa di Kavita Bedford

copertina del libro amici e ombre di kavita bedford con una foto in bianco e nero di una spiaggia di scogli, un uomo e un cane

Kavita Bedford, scrittrice e giornalista australiana, esordisce nella narrativa con Amici e ombre, Edizioni EO, tradotto da Leonardo Gandi.

È la vicenda di una protagonista senza nome, trentenne precaria nella gentrificata Redfern, sobborgo di Sidney, e i millennial in distress che le gravitano incontro. Ai problemi dell’esistenza, tra precarietà e l’essere stati lanciati nella vita adulta senza gli strumenti per affrontarla, si aggiunge un lutto personale che rielabora a piccoli passi senza risparmiarsi. Tra storie di immigrazione, gentrificazione di interi quartieri e ragionamenti su classismo e privilegio, la protagonista e voce narrante ci prova a diventare responsabile, centrata, refrattaria alle crisi esistenziali, ma semplicemente il sistema in cui vive non glielo consente.

E in questo Sidney è come Parigi, Milano, Napoli e la straniante periferia barese in cui abito.

copertina del libro amici e ombre di kavita bedford con una foto in bianco e nero di una spiaggia di scogli, un uomo e un cane

In copertina, uno spaccato di vita sugli scogli del fotografo Andrew Quilty a ritrarre individui che potrebbero essere felici, ma anche sull’orlo del baratro, in un eterno e complesso altalenare.
Come le nostre vite adesso.

Leggi l’analisi del romanzo su L’indiependente.
Photo credits: Alessia Ragno.